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Paolo a Fanhe

Nel cortile di una morança ho visto come avviene la pilatura manuale del riso. Lo mettono in un grande mortaio di legno e poi viene battuto con mazze che sembrano i legni del baseball. E' una procedura lunga e faticosa. L'associazione ha portato una macchina per la pilatura con motore a diesel. La lavorazione è automatica e non richiede sforzi.

Con gli uomini grandi è stato fatto un accordo: ogni 10 chili lavorati uno lo danno alla scuola,

Ho terminato l'impianto elettrico, compresa l'installazione delle plafoniere interne ed esterne. E' stato fatto il collaudo, e quando il tutto era luminoso e funzionante, gli africani presenti mi hanno fatto i complimenti. Da questo momento mi chiamano Paolo elettric. Nel pomeriggio sono arrivati gli aiuti: bambini dai 3 ai 5 anni nudi, sporchi e con il moccio al naso “ troppo belli”, il più piccolo, che si chiama Armando, è stato più di un'ora nella stanza dove lavoro a raccogliere gli spezzoni di filo per farsi delle collane. Vederlo darsi da fare, ogni tanto alzarsi, cantare e ballare era uno spettacolo.

Con Guido, Pino e Salvatore partiamo per andare in Senegal nella località Cap Skirring. Passiamo a Bula, dove ci aspetta Ramani con la sua Toyota da 5 posti. Ramani è un africano di 39 anni sposato ed ha tre figli, per 5 anni ha vissuto a Pinerolo presso i frati Giuseppini ed ha frequentato il Murialdo, scuola professionale, imparando il mestiere di saldatore. Dobbiamo attraversare il rio Varin con la zattera, c'è un caos micidiale di auto e furgoni, però anche tanta armonia di gente allegra. Presto sarà pronto il ponte. Alla frontiera senegalese la prima cosa che ci fanno fare i militari, è quella di farci lavare le mani ad un rubinetto, che versa goccia a goccia. Serve a simbolo di igiene o che altro? Il controllo dei passaporti va a rilento, perché è manuale. Ramarani vede che 2 bulloni dell'albero trasmissioni si sono rotti e non si può proseguire. In effetti durante il tragitto si sentiva un rumore strano. Troviamo due bulloni con dado che vanno bene tra varie bancarelle che ci sono, in una che ripara biciclette. Solita fortuna africana. Prima di arrivare a destinazione, alle 15,30, incontriamo diversi posti di blocco di militari, controllano i documenti dell'auto e del guidatore, controllano ogni cosa per trovare un difetto, persino l'acqua dei tergicristalli, fanno tutto questo per avere dei soldi: potrebbero dirlo subito! Questo viaggio ha messo a dura prova la nostra sopportazione, ma siamo stati tranquilli, in Africa devi essere così, altrimenti te ne stai a casa.

Kap Skirring è una baia con lunghe spiagge, ci sono piccoli villaggi turistici, ma di turismo non ne abbiamo visto. Il posto, molto bello, denuncia un incipiente degrado. E' zona di pescatori, la mattina presto li vedi che escono in mare con le loro barche, che sembrano delle piroghe. Stanno fuori per diverse ore ed al loro ritorno li vedi soddisfatti, perché la loro pesca è stata abbondante. E' un mare molto pescoso. Vicino alle lagune di notevole estensione ci sono molti boschi di palme. Intorno alberi ricoperti di foglie e fiori di color rosso e giallo. Non essendo pittore, capto questi bellissimi colori con la digitale.

Viaggio di ritorno a Fanhè. Il viaggio è stato meno tormentato, solo 5 ore e mezzo. A cena Nello ha preparato 4 teglie di pizza......GRANDE!!!

Ho visto distruggere un termitaio. Il suo terriccio contiene sali minerali che servono per concimare il terreno. Questa montagnola di terra, può raggiungere l'altezza di 3 metri, è stata costruita da tante piccole formiche. La loro regina è paragonabile, per dimensione, a un dito indice. Emette una saliva che diventa nutrimento delle formiche.

Ho terminato l'impianto elettrico, compresa l'installazione delle plafoniere interne ed esterne. E' stato fatto il collaudo, e quando il tutto era luminoso e funzionante, gli africani presenti mi hanno fatto i complimenti. Da questo momento mi chiamano Paolo elettric. Nel pomeriggio sono arrivati gli aiuti: bambini dai 3 ai 5 anni nudi, sporchi e con il moccio al naso “ troppo belli”, il più piccolo che si chiama Armando è stato più di un'ora nella stanza dove lavoro a raccoglie gli spezzoni di filo per farsi delle collane. Vederlo darsi da fare, ogni tanto alzarsi, cantare e ballare era uno spettacolo.

E' l'ultimo giorno della mia permanenza a Fanhè, ho trascorso questo periodo con un bel gruppo di volontari con i quali c'è stata un'ottima convivenza, a cominciare da Guido un po' taciturno, ma ottimo organizzatore. Con Pino e Salvatore bellissime serate sotto le stelle a discutere di tutto di più. Nello grande cuoco, con il suo arrivo ho ripreso i 2 kg perduti. Carlo gran lavoratore, grazie a lui se ho bevuto del buon vino. Simone si è adattato bene dopo l'avventuroso viaggio, sta dando una grossa mano nei lavori. Con Luciana ho passato solo una settimana, ma è una donna tanto comunicativa, che sono sembrate due. Mi mancheranno tutti, ma chi mi mancherà di più sono gli africani di Fanhè e sopratutto i bambini che non ho mai sentito ne visto piangere.

Paolo