COMUNICATO STAMPA
In anteprima al Salone del Libro di Torino sarà presentato “Sentieri del villaggio”, il reportage dalla Guinea Bissau dei volontari dell’associazione Abalalite, edito da LAReditore.
Otto racconti autobiografici che documentano senza retorica la vita a Fanhe, il villaggio nel cuore dell’Africa dove la cooperazione ha portato pannelli solari, scuola, ambulatorio medico, acqua.
Storie di quotidiane difficoltà e di artifici per superarle, di avventure e amicizie tra italiani e Balanta che fanno sorridere e sperare. Perché a Fanhe oggi non si muore più di fame.
Il ricavato dalla vendita del libro andrà a sostenere i progetti per la Guinea Bissau.

Perché la formica non aiuta la cicala? I bambini dello sperduto villaggio africano ascoltano la favola di Esopo tradotta dalla professoressa arrivata dall’Italia per insegnare nella scuola senza banchi e senza libri, sostituiti dalle cantilene ripetitive. I 244 piccoli scolari la guardano increduli: qui a Fanhe si condivide tutto fino all’ultimo chicco di riso. Come può essere che in presenza di cibo qualcuno muoia di fame.
Una distanza enorme, non solo in chilometri, separa questo angolo d’Africa dall’Europa. Gli occidentali dell’associazione Abalalite, arrivati in Guinea Bissau per garantire alla popolazione locale alimentazione, istruzione e sanità, fanno un lungo viaggio anche in se stessi, carico di emozioni e contraddizioni. Non è sempre facile mediare con il Consiglio degli Uomini Grandi per far accettare le novità, anche se a fin di bene, come permettere a una bambina intelligente di studiare, anziché finire sposa di un vecchio parente, o curare un ragazzino con medicinali senza offendere il padre, il guaritore del villaggio. Ogni giorno, una sfida da superare e un invito a guardare con occhi diversi, rispettosi e disincantati.
“Sentieri del villaggio” è la testimonianza di vita vissuta dai volontari dell’associazione piemontese Abalalite nel cuore della Guinea Bissau, uno dei 20 Paesi più poveri del mondo. Otto piccole autobiografie sincere, senza retorica o idealismo spicciolo, ma documentando un pezzo di quotidianitò tra incontri indimenticabili, debolezze, contraddizioni moderne e retaggi antichi.
Il volume edito da LAReditore sarà presentato il ??? maggio al Salone del libro di Torino. Il ricavato dalle vendite andrà a sostenere i progetti di Abalalite, l’associazione senza scopo di lucro, con sede a Leini (To). Il nome è un saluto africano che significa “come stai?”. Abalalite ha come fini: organizzare il volontariato e la cooperazione internazionale nei Paesi in via di sviluppo, la sensibilizzazione e la promozione di eventi di solidarietà in Italia, corsi di lingua italiana per emigrati, pubblicazione di documentazioni interculturali.

Hanno scritto:
<>, Guerrino Babbini.
<>, Luciana Montanaro.

Titolo: Sentieri del villaggio
Autori: Guerrino Babbini, Luciana Montanaro, Pino Valsavoia, Salvatore Merola, Paolo Buggiani, 
Marco Gariazzo, Pia Viglino, Margherita Dotta Rosso.
Editore: LAReditore
Pagine: 280
Prezzo: 15,00 euro a favore dell’Associazione Abalalite.

Informazioni e contatti:
Abalalite, Via Atzei 26 Leinì (To) – Tel. ???? - abalalite@gmail.com
LAReditore, Via Roma 27 Perosa Argentina (To) – Tel. 0121 81053 – info@laredit.it.

Un amico, ha detto: “Se stai una settimana in Africa scrivi un libro. Se stai un anno scrivi un articolo. Se stai una vita non scrivi niente.” Come se in una vita si arrivasse a capire di non capire. Capire l’Africa è come capire la vita. A capire la vita ci hanno provato in tanti: filosofi , profeti, scrittori, operai...
Abbiamo comunque capito di aver capito poco e ci è sembrato che agli Africani importi poco capire la vita, ma viverla.

Queste pagine tentano di raccontare lo stupore dei nostri occhi davanti a
tramonti, spazi, piante e persone la cui bellezza sembra indescrivibile.
La bellezza di quella terra e di quelle persone, e le loro grandi difficoltà,
sono entrate nelle nostre molecole. Questa bellezza è stata vista da
da persone con esperienze diverse, ma il suo splendore ha creato
in noi emozioni analoghe, che cerchiamo di raccontare
Quello che raccontiamo lo abbiamo visto con i nostri occhi
Abbiamo visto che le loro speranze stentano a decollare, che gradiscono
vederci camminare con loro. Se vedono in noi dei fratelli, la loro gioia si
irraggia dalle piante dei piedi a tutto il corpo, e si trasforma in danza.
Chi aiuta chi. Abbiamo capito che da questi incontri i più beneficati siamo noi. La loro vita ha aperto squarci di contraddizioni nella nostra esistenza.

Una volta a Cuba una anziana donna mi disse con orgoglio,
che più nessuno a Cuba moriva di fame. La stessa cosa si dice a Fanhe.
Luciana ha portato ai bambini del villaggio la traduzione di alcune favole
di Esopo. Sulla favola della cicala e della formica ci stupì molto che la loro disapprovazione non fosse diretta alla cicala, ma alla formica. Per loro è incomprensibile che la cicala debba morire di fame pur essendoci il cibo raccolto dalla formica. In Africa, in qualunque capanna dividono il cibo con te e con chiunque. A Fanhe nessuno muore di fame, fin che c’è un chicco di riso.
Tra i Balanta questo modo di pensare è irrinunciabile. È parte essenziale dalla loro idea di proprietà e di ricchezza. Per loro l’unica caratteristica della ricchezza è che deve essere distribuita, altrimenti non è ricchezza.
Noi arriviamo nella loro terra come ricchi e i nostri criteri di efficienza, sbilanciati verso il futuro, sono estranei alla loro cultura. Arrivare senza doni sarebbe ipocrita. Con o senza doni siamo
confondibili con chi ha rapinato le loro ricchezze e la loro stessa vita.
Nei secoli e ancora oggi sono in atto azioni che distruggono la loro vita e la loro speranza. Molti interventi possono rovinare l’equilibrio del loro vivere, determinando la perdita della loro terra e delle conoscenze indispensabili alla sopravvivenza.
Lo scrittore e viaggiatore francese del 1700 Bernardin de Saint-Pierre
scrisse: “Non so se caffè e zucchero siano essenziali alla felicità dell’Europa, so però bene che questi due prodotti hanno avuto molta importanza per l’infelicità di due grandi regioni del mondo: l’America fu spopolata in modo da avere terra libera per piantarli; l’Africa fu spopolata per avere braccia necessarie alla loro coltivazione”
Da queste pagine vedrete come tentiamo di camminare con loro, che andranno più lontano di noi e il nostro tentativo di toglier dalla loro strada qualche piccolo intralcio che la nostra civiltà ha buttato tra i loro piedi.
Ci siamo cimentati in questi scritti provenienti da regioni (etnie?) diverse, ma camminiamo tutti in Piemonte e andati incontro a lingue da noi poco conosciute, vogliamo offrire un omaggio alla lingua piemontese con questa citazione:

Topography of Africa.
L’Àfrica a l’é lë scond continent për popolassion e estension. A òcupa
n’àrea ëd 30.065.000 chilòmeter quàder e a l’ha na popolassion d’anviron
800 milion ëd përson-e. An Àfrica as parlo apopré un ters dle lenghe ch’a-i
son al mond. A l’é delimità a nòrd dal mar Mediterani, a òvest da l’océan Atlàntich,
a sud da l’océan Antàrtich e a est da l’océan Indian e dal mar Ross.
A l’é traversà da l’Equator e l’é caraterisà da na granda varietà ëd clima.
L’autura pì àuta a l’é ël mont Kilimangiaro, an Kenya. Ij fi um pì amportant
a son ël Nil, ël Còngo, ël Nìger e ël Zambesi. J’ìsole prinsipaj a son ël Madagascar,
Mauritius, le Seychelles, Socòtra (Yemen), Cap Vèrd, São Tomé e
Príncipe, Fernando Poo e Sant Élena (fonte Wikipedia).

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I “Sentieri del Villaggio” al Salone del Libro di Torino . Venerdì 1 7 maggio sbarca l’Africa del riscatto al Padiglione 3 del Lingotto !

Pubblicato il maggio 16, 2013 da circololetturecorsare

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Inizia un nuovo viaggio per il Circolo Letture Corsare quello di Stile Libero, un viaggio che nei prossimi mesi estivi porterà a nuove iniziative ed incontri non solo letterari ma che sbarcheranno anche su strade che potrebbero essere considerate poco attinenti alla realtà dell’associazione ma così non è. Il Circolo prima di questa avventura però vuole segnalare alcuni appuntamenti che i suoi scrittori “Corsari” come abbiamo fatto nelle scorse settimane. Dopo quello segnalato di fine aprile di Robertino Bechis al Circolo di Lettori segnaliamo quello che Guerrino Babbini insieme agli amici dell’associazione Abala Lite farà domani 17 maggio a partire dalle ore 17 al Salone del Libro di Torino presso lo stand del COMITATO EDITORI DEL PIEMONTE – Regione Piemonte nel Padiglione 3 del Lingotto Fiere. Libro. Il libro che verrà proposto sarà “Sentieri del villaggio” edito da LAR del quale abbiamo nelle scorse settimane annunciato in anteprima l’uscita. Un libro che come ricorda il nostro Guerrino non è un prodotto letterario ma una vera e propria testimonianza di una bella iniziativa solidale messa in piedi sei anni fa in Guinea-Bissau da 8 volontari che si sono fatti in questo caso scrittori che hanno voglia di comunicare le loro testimonianze dirette. Un lavoro letterario che racconta una esperienza di vita che possiamo alimentare e aiutare a crescere anche perché come dice sempre Guerrino “Tutti abbiamo una nostra idea della letteratura. Prevale l’idea che la letteratura sia un prodotto di elitè. Non è più tanto così, i titoli nuovi che si pubblicano in Italia sono una cinquantina al giorno.Credo che solo alcune elitès, ma tutti dobbiamo scrivere, se abbiamo qualcosa da comunicare.A 72 anni avevo scritto il mio primo libro. Avevo scritto per non dimenticare, perché come dice un proverbio africano: quello che non viene raccontato è perso.Lo scrivere mi ha entusiasmato e con l’entusiasmo ho convinto le compagne ed i compagni della nostra piccola associazione Abalalite, saluto balanta che vuol dire: come stai? Non è stato facile convincerli, ma vi assicuro che il risultato è importante, permette di poter dare uno sguardo a questa straordinaria natura, alla bellezza di queste persone, si dicono etnia e hanno una loro eccellente cultura sociale, e alla meraviglia indescrivibile dei tramonti africani”. E’ importante sottolineare questo dato che sottolinea Guerrino quello dell’eccellente cultura sociale della gente dell’Africa che i nostri volontari hanno incontrato. Rimarca infatti Guerrino “Perché un libro sull’Africa? Perché Pino Valsavoia ci ha trascinato in Guinea-Bissau. Era un suo grande desiderio andare in questa terra, ci è andato come esperto apicultore. E’ tornato con evidenti sintomi che qualcosa era cambiato nella sua persona. Ho chiesto se anche uno senza arte ne parte come me poteva essere utile. Alla risposta affermativa siamo partiti in tre Pino, Salvatore ed io, seguiti da Luciana, Paolo, Marco, Margherita e Pia.Sapevamo che la causa del cambiamento di Pino non è attribuibile a bevande speciali, ma l’incontro con la povertà, la solidarietà, le modeste abitudini consumistiche, il modo di intendere la ricchezza, solo chi la distribuisce è ricco, il concetto di proprietà, molto diverso dal nostro utere et abutere, la solidarietà e non ultimi i loro criteri di eguaglianza. Anche in noi era grande il desiderio dell’incontro con questo continente.Credo che siamo Africani anche noi, collegandoci alle origini dell’umanità”. C’è però anche una grande lezione che emerge dalle testimonianze del libro quello del ruolo del volontariato onlus e in questo caso Guerrino è lapidario e ficcante “ noi non vogliamo essere elemosinieri. Alberto Salza, sociologo torinese, dopo oltre 40 anni di permanenza nei paesi più poveri del mondo, racconta che alcuni amici africani gli hanno detto: No doni, per favore, solo promesse.Come lui è molti altri, è importante camminare insieme per conoscerci e aiutarci vicendevolmente. Come dice una clarissa di Bouar, lo abbiamo scritto in quarta copertina del libro:“l’Africa è il paese delle ingiustizie dei soprusi e della violazione dei diritti;è il paese delle prepotenze, dello straniero e del più forte, delle ricchezze rubate e sottratte. E’ il luogo dove l’umanità grida e soffre senza essere ascoltata”. Non mancate l’appuntamento di domani e i prossimi con questi scrittori ma aggiungiamo uomini e donne di …Luce! Dario De Vecchis

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