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Sentieri del Villaggio

Un amico, ha detto: “Se stai una settimana in Africa scrivi un libro. Se stai un anno scrivi un articolo. Se stai una vita non scrivi niente.” Come se in una vita si arrivasse a capire di non capire. Capire l’Africa è come capire la vita. A capire la vita ci hanno provato in tanti: filosofi , profeti, scrittori, operai...
Abbiamo comunque capito di aver capito poco e ci è sembrato che agli Africani importi poco capire la vita, ma viverla.

Queste pagine tentano di raccontare lo stupore dei nostri occhi davanti a
tramonti, spazi, piante e persone la cui bellezza sembra indescrivibile.
La bellezza di quella terra e di quelle persone, e le loro grandi difficoltà,
sono entrate nelle nostre molecole. Questa bellezza è stata vista da
da persone con esperienze diverse, ma il suo splendore ha creato
in noi emozioni analoghe, che cerchiamo di raccontare
Quello che raccontiamo lo abbiamo visto con i nostri occhi
Abbiamo visto che le loro speranze stentano a decollare, che gradiscono
vederci camminare con loro. Se vedono in noi dei fratelli, la loro gioia si
irraggia dalle piante dei piedi a tutto il corpo, e si trasforma in danza.
Chi aiuta chi. Abbiamo capito che da questi incontri i più beneficati siamo noi. La loro vita ha aperto squarci di contraddizioni nella nostra esistenza.

Una volta a Cuba una anziana donna mi disse con orgoglio,
che più nessuno a Cuba moriva di fame. La stessa cosa si dice a Fanhe.
Luciana ha portato ai bambini del villaggio la traduzione di alcune favole
di Esopo. Sulla favola della cicala e della formica ci stupì molto che la loro disapprovazione non fosse diretta alla cicala, ma alla formica. Per loro è incomprensibile che la cicala debba morire di fame pur essendoci il cibo raccolto dalla formica. In Africa, in qualunque capanna dividono il cibo con te e con chiunque. A Fanhe nessuno muore di fame, fin che c’è un chicco di riso.
Tra i Balanta questo modo di pensare è irrinunciabile. È parte essenziale dalla loro idea di proprietà e di ricchezza. Per loro l’unica caratteristica della ricchezza è che deve essere distribuita, altrimenti non è ricchezza.
Noi arriviamo nella loro terra come ricchi e i nostri criteri di efficienza, sbilanciati verso il futuro, sono estranei alla loro cultura. Arrivare senza doni sarebbe ipocrita. Con o senza doni siamo
confondibili con chi ha rapinato le loro ricchezze e la loro stessa vita.
Nei secoli e ancora oggi sono in atto azioni che distruggono la loro vita e la loro speranza. Molti interventi possono rovinare l’equilibrio del loro vivere, determinando la perdita della loro terra e delle conoscenze indispensabili alla sopravvivenza.
Lo scrittore e viaggiatore francese del 1700 Bernardin de Saint-Pierre
scrisse: “Non so se caffè e zucchero siano essenziali alla felicità dell’Europa, so però bene che questi due prodotti hanno avuto molta importanza per l’infelicità di due grandi regioni del mondo: l’America fu spopolata in modo da avere terra libera per piantarli; l’Africa fu spopolata per avere braccia necessarie alla loro coltivazione”
Da queste pagine vedrete come tentiamo di camminare con loro, che andranno più lontano di noi e il nostro tentativo di toglier dalla loro strada qualche piccolo intralcio che la nostra civiltà ha buttato tra i loro piedi.
Ci siamo cimentati in questi scritti provenienti da regioni (etnie?) diverse, ma camminiamo tutti in Piemonte e andati incontro a lingue da noi poco conosciute, vogliamo offrire un omaggio alla lingua piemontese con questa citazione:

Topography of Africa.
L’Àfrica a l’é lë scond continent për popolassion e estension. A òcupa
n’àrea ëd 30.065.000 chilòmeter quàder e a l’ha na popolassion d’anviron
800 milion ëd përson-e. An Àfrica as parlo apopré un ters dle lenghe ch’a-i
son al mond. A l’é delimità a nòrd dal mar Mediterani, a òvest da l’océan Atlàntich,
a sud da l’océan Antàrtich e a est da l’océan Indian e dal mar Ross.
A l’é traversà da l’Equator e l’é caraterisà da na granda varietà ëd clima.
L’autura pì àuta a l’é ël mont Kilimangiaro, an Kenya. Ij fi um pì amportant
a son ël Nil, ël Còngo, ël Nìger e ël Zambesi. J’ìsole prinsipaj a son ël Madagascar,
Mauritius, le Seychelles, Socòtra (Yemen), Cap Vèrd, São Tomé e
Príncipe, Fernando Poo e Sant Élena (fonte Wikipedia).

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