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da I sentieri dei Balanta

BOLANHE

La bellezza delle risaie è uno spettacolo senza confini. L’operosità degli uomini e le risorse della natura hanno realizzato un’armonia che riempie di ammirazione. Tesori che tutti dobbiamo proteggere.

Le piantine del riso stanno preparando le spighe. La loro estensione è a perdita d’occhio. Gli argini di terra compattati con rami di mangrovie, offrono un comodo sentiero. So che non potrei mai percorrerli tutti, credo che il totale dei loro chilometri sia superiore al giro del mondo. Si potrebbero paragonare questi argini, per il lavoro richiesto e che richiedono, alla muraglia cinese. Tra le file regolari delle piante del riso, non un filo di erba, non per il lavoro di mondine, ma per l’acqua salata che dai canali e dai rii viene immessa nelle risaie a fine raccolto.

L’acqua salata invade le risaie, distrugge le erbacce e deposita fanghi fertilizzanti. Torna al mare con le basse maree. Le prime piogge della stagione dilavano la salinità eccessiva e le successive riempiono le risaie in modo abbondante, così può avvenire il trapianto. Le piantine cresciute nel vivaio esplodono in una rigogliosità vivace, ben protette dall’acqua salata, che con le maree torna a lambire gli argini due volte al giorno.

In questi anni i nuovi regimi di precipitazione delle piogge esagerano e, qualche volta, l’eccessiva quantità di acqua annega le piantine o addirittura rompe gli argini e trascina tutto a mare. Questo preludia alla fame.

Peggio sarà quando i livelli dei mari cresceranno, come previsto. Il lavoro per rialzare e rinforzare gli argini è già in corso.